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L’agente commerciale è un intermediario che negozia e conclude vendite o acquisti per conto dell’azienda che rappresenta. Il suo contratto, inizialmente simile a un mandato di diritto civile, è stato in seguito ben regolamentato dal diritto europeo e poi dal diritto francese. La risoluzione di un contratto di questo tipo è quindi soggetta a regole molto specifiche. Ecco alcuni errori da evitare:

1. Mancato rispetto del periodo di preavviso per la risoluzione di un contratto a tempo indeterminato

Il Codice del Commercio prevede l’esistenza di un periodo di preavviso in caso di risoluzione di un contratto a tempo indeterminato. Il periodo di preavviso è fissato a un mese per il primo anno di contratto, due mesi per il secondo e tre mesi per gli anni successivi. Le parti possono anche concordare un periodo più lungo, ma la legge non consente di abbreviarlo. È quindi importante non dimenticare di rispettare il periodo di preavviso previsto dalla legge o dalle parti, informando l’agente commerciale della risoluzione del contratto ed evitando di dover pagare un’indennità per la violazione del termine di preavviso.

2. Rinnovo tacito del contratto a tempo determinato

In linea di principio, un contratto a tempo determinato termina alla sua scadenza. Tuttavia, se le parti continuano a eseguire il contratto dopo tale data, esso si trasformerà automaticamente in contratto a tempo indeterminato. Pertanto, la controparte dovrebbe essere informata della fine del contratto o almeno non dovrebbe continuare a fornire all’agente commerciale gli elementi che gli permettano di continuare l’esecuzione del contratto, proprio al fine di evitare il tacito rinnovo.

3. Mancato rispetto del diritto di rivendita (Droit de suite) dell’agente commerciale

In caso di risoluzione del contratto, il diritto di rivendita dell’agente commerciale non deve essere dimenticato. Infatti, il Codice di Commercio prevede che, anche dopo la fine del contratto, l’agente abbia diritto a una provvigione quando l’operazione commerciale effettuata è dovuta essenzialmente al suo intervento durante il contratto di agenzia. Questo diritto alla provvigione viene esercitato “entro un periodo di tempo ragionevole dalla fine del contratto. Ciò significa che l’azienda è tenuta a pagare all’agente commerciale le provvigioni ancora dovute, ma anche gli ordini che sono stati conclusi principalmente grazie alla sua attività durante il contratto. Tuttavia, è necessario verificare che il contratto non contenga una rinuncia al diritto di rivendita, molto comune nella pratica, che consentirebbe di non pagare queste ultime commissioni. 

4. Il pagamento di una commissione di risoluzione

La risoluzione del contratto di un agente commerciale (risoluzione di un contratto a tempo indeterminato o mancato rinnovo di un contratto a tempo determinato) comporta generalmente il pagamento di un risarcimento per il danno subito a causa della cessazione del rapporto. Tuttavia, ci sono alcune situazioni in cui si può rinunciare al pagamento di questa indennità ed è importante verificare che la situazione attuale non sia una di queste.

Ci sono tre casi di questo tipo in cui il diritto al risarcimento viene meno: 
  • Se la risoluzione del contratto è causata dalla negligenza grave dell’agente commerciale;
  • Se la risoluzione del contratto avviene su iniziativa dell’agente commerciale (tranne nei casi in cui l’età, l’infermità o la malattia impediscano una ragionevole prosecuzione della sua attività;
  • Se l’agente cede il suo contratto a un terzo.
Avvocato Luca Membretti

Autore Avvocato Luca Membretti

Avvocato Italiano in Francia, esperto di diritto commerciale in ambito internazionale nonché di diritto societario italiano e francese. Opera in Francia attraverso la sede di Lione, è cofondatore dello studio legale internazionale MMSLEX, dirige la divisione italo-francese FrenchLex e fa parte degli avvocati fiduciari del Consulat General de France di Milano.

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