Termini di pagamento per attività in Francia

Il quadro normativo dei termini di pagamento per attività in Francia

Le regole generali

  • Termine massimo concordato tra le parti per il pagamento delle somme dovute: 60 giorni netti dalla data di emissione della fattura o in deroga 45 giorni fine mese, purché tale periodo derogatorio sia scritto nel contratto e non costituisca abuso manifesto del creditore.
  • Termine per il pagamento delle fatture periodiche: 45 giorni massimo dalla data di emissione della fattura (CGI, art. 289).
  • Termine non concordato tra le parti: applicazione di un termine aggiuntivo di 30 giorni dal ricevimento dei beni o della prestazione del servizio richiesto.
  • Inosservanza del presente regolamento da parte di professionisti: sanzione amministrativa di importo massimo 75.000 euro per persona fisica e 2.000.000 euro per persona giuridica con pubblicazione della sanzione.
  • Cumulo di eventuali sanzioni in caso di violazioni multiple (legge n° 2016-1691 del 9 dicembre 2016).
  • Obbligo per le società il cui bilancio annuale è certificato da un revisore legale di comunicare informazioni sui termini di pagamento dei propri fornitori e dei propri clienti a seguito dei termini definiti dal decreto 2015-1553 del 27 novembre 2015 (applicabile ai conti relativi a esercizi che iniziano il 1° luglio 2016).

I casi particolari

  • Possibilità per i professionisti del settore di concordare: una riduzione del periodo massimo di 45 giorni fine mese o 60 giorni in un tempo più breve + conservare la data di ricevimento della merce o di esecuzione della prestazione del servizio come punto di inizio di questo periodo, se è precedente o concomitante con la data di emissione della fattura.
  • Trasporto di merci su strada, noleggio di veicoli: termini di pagamento concordati di 30 giorni massimo dalla data di emissione della fattura.
  • Termini di pagamento rigidamente regolamentati per i prodotti alimentari deperibili.

I settori beneficiari di periodi eccezionali

  • 5 accordi derogatori approvati con decreto per un periodo di tre anni (decreto n.2015-1484 del 16 novembre 2015 + C. com., art. L. 441-6-1):
  • Settori delle attrezzature agricole, del commercio di articoli sportivi, del settore della pelle, dell’orologeria e della gioielleria- oro e gioielli e giocattoli.
  • Limite previsto per il periodo di pagamento concordato tra le parti.
  • Possibilità per le aziende di esportare al di fuori dell’Unione Europea in termini di beni rivenduti in condizione di concordare le scadenze derogatorie per i propri acquisti effettuati in Francia e soggetti a rivendita (Legge n. 2016-1691 del 9 dicembre 2016):
  • Il ritardo non potrà superare i 90 giorni dalla data di emissione della fattura, dovrà essere espressamente stipulato contrattualmente e non dovrà costituire un abuso manifesto del creditore.
  • Esenzioni non applicabili alle grandi società esportatrici.

I tempi di pagamento per le imprese pubbliche

Enti pubblici locali non interessati (Codice della Sanità Pubblica, art. R. 2192-11).

  • Agenti della DGCCRF competenti a controllare e sanzionare le imprese pubbliche che non rispettano il periodo massimo di pagamento (decreto n° 2013-269 del 29 marzo 2013, art. 1e e legge n° 2015-990 del 6 agosto 2015): 60 giorni dal ricevimento della richiesta di pagamento da parte dell’ente pubblico o della data di esecuzione dei servizi, se successiva.
  • Massima sanzione inflitta: 2 milioni di euro.
  • Regolamentazione applicabile a qualsiasi attività commerciale:

Risponde alla definizione di impresa pubblica: qualsiasi ente che svolga attività di produzione o commercializzazione di beni o servizi di mercato e sui quali uno o più persone pubbliche esercitano, direttamente o indirettamente, un’influenza dominante a causa della proprietà, partecipazione finanziaria o le regole che la disciplinano.

Sia una amministrazione aggiudicatrice: persone giuridiche di diritto pubblico e persone giuridiche di diritto privato che sono stati creati per soddisfare specificamente esigenze di interesse generale, ossia di carattere industriale o commerciale e che sono controllate da un’amministrazione aggiudicatrice.

Francia: Covid e locazioni commerciali

Il Locatore può ottenere, in un procedimento sommario, la condanna del Conduttore a pagare i canoni di locazione dovuti in relazione al secondo trimestre 2020, periodo durante il quale numerosi negozi erano chiusi o esercitavano un’attività particolarmente ridotta a causa dell’isolamento?

Si tratta di una domanda che è stata sottoposta al Giudice dei procedimenti sommari di Parigi (il “Giudice”), a cui quest’ultimo ha fornito una risposta negativa.

Il caso di specie: il proprietario di un locale, utilizzato come palestra, adiva il Giudice con lo scopo di ottenere il pagamento dei canoni di locazione relativi al secondo trimestre 2020.

Qui di seguito saranno brevemente illustrati i motivi del rigetto della domanda del Locatore da parte del Giudice.

Innanzitutto, Egli non ha accolto una serie di argomenti invocati dal Conduttore a sostegno di una sospensione o di una eliminazione della sua obbligazione di pagare i canoni di locazione.

Il Giudice ha infatti rilevato che, se l’ordinanza 2020-36 del 25 marzo 2020 relativa alla proroga dei termini scaduti durante il periodo di urgenza sanitaria e all’adattamento delle procedure durante tale periodo vieta l’esercizio da parte del creditore di un certo numero di misure di esecuzione forzata per recuperare i canoni di locazione scaduti tra il 12 marzo e il 23 giugno 2020, questo testo non ha l’effetto di sospendere il pagamento dei canoni dovuti dal Conduttore commerciale alle condizioni previste dal contratto.

Trattandosi di un’obbligazione di pagare delle somme di denaro, la forza maggiore e la teoria dei rischi non possono essere validamente invocate.

Tuttavia, è l’esigenza di buona fede nell’esecuzione dei contratti a rendere tale richiesta inammissibile all’interno di un procedimento sommario.

Il Giudice ha ricordato che i contratti devono essere eseguiti secondo buona fede, pertanto le parti sono tenute, in caso di circostanze eccezionali, a verificare se queste ultime rendano necessaria una modifica rispetto alle modalità di esecuzione delle loro rispettive prestazioni.

L’eccezione di inadempimento, invocata dal Conduttore, deve essere quindi valutata alla luce dell’obbligo per le parti di negoziare secondo buona fede le modalità di esecuzione del loro contratto in presenza di particolari circostanze.

Con riferimento al caso di specie, il Giudice ha valutato che il settore di attività del Conduttore è stato gravemente colpito a livello economico dall’isolamento deciso dai pubblici poteri e ha quindi stabilito che la richiesta di pagamento è seriamente discutibile e ha così rigettato la domanda presentata dal Locatore nel procedimento sommario.

Covid-19: esonero dalla responsabilità per mancato pagamento del canone di locazione commerciale in Francia

Francia ed emergenza Covid-19

Esonero del conduttore, nel periodo di crisi sanitaria, dalla responsabilità per il mancato pagamento del canone di locazione commerciale.

Il nuovo quadro regolamentare transalpino.

Un’ordinanza francese, entrata in vigore il 2 aprile 2020, inquadra il regime derogatorio alle sanzioni previste per le società che risultino inadempienti del loro obbligo di pagare il canone di locazione degli immobili commerciali occupati nel periodo di vigenza dello stato di emergenza sanitaria legato all’epidemia da Covid-19. Tuttavia, il predetto regime derogatorio non riguarda tutte le società e risulta inoltre essere limitato da determinati criteri temporali.

Quali sono le Società interessate dalle misure in questione?

Stante le recenti previsioni normative francesi, potranno richiedere l’applicazione del nuovo regime di agevolazione le persone fisiche o giuridiche private che esercitino una attività economica suscettibile di beneficiare del fondo di solidarietà ad hoc istituito per far fronte alle conseguenze finanziarie dell’epidemia di Covid-19 in Francia (Ordonnance 2020-316 del 25 marzo 2020, art.1).

Il fondo in questione riguarda, essenzialmente, i commercianti, gli artigiani, i liberi professionisti ed altri attori economici, qualunque sia il loro status giuridico (società, imprenditore individuale, associazione…) ed il loro regime fiscale di appartenenza (ivi compresi i mini-imprenditori). Essi dovranno, al fine di beneficiare delle misure previste, provare di possedere:

  • -il loro domicilio fiscale in Francia;
  • – un organico inferiore o uguale ai 10 dipendenti;
  • – un fatturato, nell’ultimo esercizio chiuso, inferiore ad Euro 1.000.000,00;
  • – un margine imponibile inferiore alla somma di Euro 60.000,00.

L’attività di dette società deve essere iniziata prima del 1° febbraio 2020. Inoltre, la società in questione non deve essere incorsa in una dichiarazione di cessazione dei pagamenti prima del 1 marzo 2020. È previsto altresì che queste società debbano essere state interessate dall’interdizione di apertura al pubblico, o devono aver subito una perdita di fatturato pari almeno al 70% nel mese di marzo 2020 (rispetto a marzo 2019). Questa percentuale dovrebbe essere rivista al ribasso, con un nuovo intervento legislativo o regolamentare suscettibile di includere tutti coloro i quali abbiano registrato un calo di fatturato pari almeno al 50% per il periodo in questione.

  1. Per queste società, l’art. 4 dell’ordinanza 2020-316 neutralizza le conseguenze giuridiche legate all’inadempimento dei loro obblighi di pagamento dei canoni di locazione e dei debiti dovuti in virtù del godimento di immobili commerciali già presi in locazione; ma solo se la data di scadenza del pagamento interviene entro il 12 marzo 2020, e ad ogni modo, prima dell’espirazione del termine di due mesi della data di cessazione dello stato di emergenza sanitario (ossia, allo stato attuale, prima del 24 luglio 2020).
  2. Per questi inadempimenti, le società protette non possono incorrere nel pagamento di penalità finanziarie o di interessi moratori, e nemmeno nell’obbligo di risarcimento dei danni; esse non possono inoltre essere sottomesse al pagamento di astreintes o essere interessate dalla risoluzione contrattuale o dall’applicazione di clausole penali, nonostante qualsivoglia previsione contrattuale in tal senso. Queste disposizioni valgono anche se la società in questione è stata interessata da una procedura concorsuale, visto che l’ordinanza richiamata scarta espressamente l’applicabilità delle disposizioni di cui agli artt. L. 622-14 e L 641-12 del Code du Commerce relative al recesso o alla risoluzione dei contratti di locazione tra professionali nell’ambito di detta procedura. Viene ad esempio neutralizzata la facoltà per il proprietario di chiedere, o di far constatare, il recesso dal contratto per via del mancato pagamento dei canoni di locazione e delle spese relative ad un occupazione posteriore all’apertura della procedura.
  3. Inoltre, il proprietario non potrà escutere le garanzie o le cauzioni che ‘’coprono’’ il pagamento dei predetti canoni o delle ricordate spese.Occorre tuttavia insistere sul fatto che il mancato pagamento di un canone avente una scadenza anteriore al 12 marzo, o posteriore al 24 luglio 2020, resta, allo stato, comunque sottomesso all’applicazione delle disposizioni previste dal diritto comune francese, oltreché delle clausole di ogni singolo contratto.

Come effettuare una domanda di accesso ai benefici

La società interessata deve produrre una dichiarazione sull’onore attestante il rispetto delle condizioni analizzate, oltreché l’esattezza delle informazioni dichiarate. Deve inoltre presentare la ricevuta di ritorno del deposito della sua domanda di ammissione al fondo di solidarietà o, nel caso in cui abbia depositato una dichiarazione di cessazione dei pagamenti, una copia del deposito effettuato o del giudizio di apertura di una procedura concorsuale nei suoi confronti. 

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