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Luca Membretti - Avvocato italo-francese - Contratto di Agenzia in Francia - Parte 2 - Guida pratica di diritto commerciale

Francia – Risoluzione Del Contratto Di Agenzia Commerciale E Indennità

  • Cosa fare in caso di controversia sulla risoluzione del contratto tra agente commerciale e mandante?
  • Come viene calcolata l’indennità di fine contratto?
    Quali sono i rimedi in un caso di abuso da parte della società mandante?
  • La società mandante ha il diritto di modificare unilateralmente il contratto dell’agente commerciale?
  • Cosa succede se è l’agente commerciale a chiedere la risoluzione del contratto?
  • Grave inadempienza: l’agente riceve un’indennità in caso di mancato rispetto dei suoi obblighi contrattuali? Quali sono i rimedi?
  • Quali sono i rimedi se la società rifiuta il successore designato dall’agente commerciale?
  • Quali sono i termini di preavviso da rispettare in caso di risoluzione del contratto?
  • L’azienda ha il diritto di impedire all’agente commerciale di contattare i propri clienti dopo la fine del contratto?
  • La clausola di non concorrenza applicata all’agente commerciale è abusiva se non è compensata finanziariamente?
  • Come procedere al recupero delle indennità e delle commissioni dovute all’agente commerciale?

 

In qualità di agente commerciale, ho diritto a un’indennità in caso di risoluzione del mio contratto o di fine del mio contratto con la società?

Sì, la risoluzione o la cessazione del contratto di agente commerciale, sia esso a tempo indeterminato (CDI) o determinato (CDD), rende in linea di principio il mandante debitore di un’indennità di cessazione del contratto (indemnité de rupture) nei confronti dell’agente commerciale. Questa indennità è di ordine pubblico e non è lecito chiedere all’agente commerciale di rinunciarvi.

Esistono situazioni in cui l’agente commerciale è privato di tale indennità?

Sì, in caso di colpa grave che renda impossibile il mantenimento del rapporto contrattuale, e a condizione che sia dimostrata dal mandante, l’agente commerciale può essere privato dell’indennità di cessazione.

Quali inadempienze possono privare l’agente commerciale dell’indennità di cessazione?

L’inadempienza deve essere di una certa gravità: deve rendere impossibile il mantenimento del rapporto contrattuale a causa della lesione arrecata all’interesse comune del mandato.

Ad esempio, se l’agente commerciale non ha cercato clienti o lo ha fatto in misura minima, se l’agente ha fatto concorrenza al suo mandante senza la sua autorizzazione, se l’agente commerciale non ha rispettato il contratto firmato con il suo mandante, se l’agente commerciale ha sottratto una parte della clientela.

In ogni caso, spetta al mandante fornire la prova di tale colpa, e i giudici avranno la facoltà di valutare se la sua gravità giustifichi la privazione dell’indennità al rappresentante di commercio.

In caso di decesso o incapacità, l’indennità di risoluzione è dovuta dal mandante?

In caso di decesso dell’agente di commercio, i suoi eredi hanno diritto a un’indennità.

Inoltre, se non è più in grado di svolgere il suo mandato a causa dell’età, della disabilità o della malattia e deve risolvere il contratto, ha diritto anche all’indennità.

Tuttavia, il solo fatto di raggiungere l’età pensionabile o di essere malati non dà automaticamente diritto all’indennità di risoluzione del contratto: l’agente dovrà dimostrare di non essere più in grado di continuare la sua attività.

L’agente di commercio  ha diritto a un’indennità di cessazione se prende l’iniziativa di risolvere il contratto?

No, l’agente non ha diritto all’indennità di cessazione se prende l’iniziativa di risolvere il contratto (dimissioni dell’agente commerciale), a meno che non riesca a dimostrare che la risoluzione è imputabile alla società mandante.

In quali casi si può ritenere che la risoluzione sia imputabile al mandante?

La risoluzione sarà imputabile al mandante se, ad esempio, non ha adempiuto a uno dei suoi obblighi contrattuali e ha reso impossibile all’agente commerciale l’esecuzione del suo mandato. Ad esempio, si è ritenuto che la risoluzione fosse imputabile al mandante quando all’agente commerciale è stato rifiutato di commercializzare i nuovi prodotti della società.

L’agente commerciale ha diritto a un’indennità di cessazione se il contratto viene risolto dal mandante durante il periodo di prova, all’inizio del contratto?

Sì, indipendentemente dal periodo di esecuzione del contratto, la risoluzione del contratto dà all’agente commerciale il diritto a un’indennità compensativa per il danno subito.

Questa indennità è dovuta indipendentemente dalla causa della risoluzione del contratto.

L’agente commerciale ha diritto a un’indennità di cessazione se il mandante rifiuta di accettare l’acquirente della sua clientela?

Dipende: l’indennità di risoluzione spetta all’agente commerciale se questi intende trasferire la sua clientela e il mandante rifiuta di accettare l’acquirente senza un motivo legittimo.

Il mandante ha il diritto di modificare unilateralmente il contratto dell’agente commerciale?

Se il mandante desidera imporre una modifica sostanziale del contratto di agenzia, l’agente commerciale può invocare una rottura del rapporto contrattuale imputabile al mandante. L’accordo di entrambe le parti è infatti indispensabile per poter considerare una modifica del contratto.

Ad esempio, se il mandante le impone una modifica del tasso di commissione, del suo settore geografico, o ritira prodotti da quelli che commercializza, potrà invocare una risoluzione del contratto per colpa sua e quindi ottenere il pagamento dell’indennità di risoluzione del contratto.

Tuttavia, in caso di cambiamenti dovuti a circostanze imprevedibili che rendano eccessivamente onerosa l’esecuzione del contratto per una delle parti, è possibile chiedere una rinegoziazione del contratto e, in caso di mancato accordo, chiedere al giudice di procedere alla modifica del contratto.

L’agente di commercio o il mandante devono rispettare un periodo di preavviso prima di risolvere il contratto?

Sì, in ogni caso, la risoluzione del contratto deve rispettare un periodo di preavviso, legale o previsto dal contratto, fermo restando che il periodo di preavviso previsto dal contratto non può essere inferiore al preavviso legale.

Il preavviso legale è fissato a 1 mese per ogni anno iniziato, fino a un massimo di 3 mesi. Questo periodo non si applica in caso di colpa grave o di forza maggiore.

Che cosa rischia l’agente commerciale o il mandante che non rispetta il periodo di preavviso richiesto?

L’autore della rottura colpevole si espone al pagamento dell’indennità di preavviso non rispettato.

C’è un periodo di tempo per richiedere il pagamento dell’indennità di cessazione del contratto?

Sì, l’agente che desidera far valere il pagamento dell’indennità di cessazione del contratto deve assolutamente far valere i propri diritti (almeno inviando una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno) entro un anno dalla cessazione del contratto, pena la decadenza.

A quanto ammonta l’indennità di cessazione del contratto di agente commerciale?

L’analisi della giurisprudenza rivela che l’indennità di cessazione è generalmente fissata a due anni di provvigioni lorde per gli agenti commerciali.

Tuttavia, a seconda dei fatti del caso, all’agente può essere assegnata un’indennità maggiore o minore.

L’agente commerciale ha diritto alla provvigione sulle vendite effettuate dopo la risoluzione del contratto?

Un mandante può essere condannato a pagare una commissione al proprio agente per una vendita effettuata dopo la cessazione del contratto.

I contratti di agenzia prevedono generalmente che l’agente abbia diritto a una commissione su tutte le operazioni da lui concluse e portate a termine ma anche per le operazioni che saranno state portate a termine dopo la sua risoluzione che daranno, quindi,  diritto al pagamento della commissione.

Infatti, l’articolo L. 134-7 del Codice di Commercio stabilisce che “Pour toute opération commerciale conclue après la cessation du contrat d’agence, l’agent commercial a droit à la commission, soit lorsque l’opération est principalement due à son activité au cours du contrat d’agence et a été conclue dans un délai raisonnable à compter de la cessation du contrat, soit lorsque, dans les conditions prévues à l’article L. 134-6, l’ordre du tiers a été reçu par le mandant ou parl’agent commercial avant la cessation du contrat d’agence” (Per qualsiasi operazione commerciale conclusa dopo la cessazione del contratto di agenzia, l’agente commerciale ha diritto alla commissione, sia quando l’operazione è dovuta principalmente alla sua attività durante il contratto di agenzia e sia stata conclusa entro un ragionevole periodo di tempo dalla cessazione del contratto, sia quando, alle condizioni previste dall’articolo L. 134-6, l’ordine del terzo è stato ricevuto dal mandante o dal agente commerciale prima della cessazione del contratto di agenzia)

Pertanto, se la vendita è avvenuta tramite la sua intermediazione, l’agente ha diritto alla sua commissione.

Come costringere una società mandante a pagare l’indennità di risoluzione del contratto di un agente commerciale?

Quando l’agente commerciale avvia un’azione legale a seguito della risoluzione del contratto e per richiedere il pagamento dell’indennità, devono essere rispettate rigide regole procedurali, in particolare in materia di competenza e di prova.

È legale vietare all’agente di commercio di fare concorrenza al mandante dopo la risoluzione del contratto?

Sì, è possibile prevedere una clausola di non concorrenza nei contratti dei rappresentanti di commercio. Questa dovrà avere una durata massima di due anni ed essere proporzionata, cioè deve prevedere in particolare il settore geografico in cui si applica e il tipo di prodotti interessati.

In effetti, all’agente commerciale non potrà essere impedito di svolgere qualsiasi attività professionale.

La clausola di non concorrenza deve essere obbligatoriamente remunerata dal mandante?

No, in genere non lo è. È quindi del tutto possibile non prevedere alcun corrispettivo finanziario.

In assenza di una clausola di non concorrenza, l’agente commerciale ha diritto di contattare i suoi ex clienti?

Anche in assenza di una clausola di non concorrenza, l’agente è tenuto a non commettere atti che costituiscono concorrenza sleale nei confronti del suo ex mandante.