Archivio per mese: Dicembre, 2021

Riforma delle garanzie: Le principali innovazioni introdotte in Francia

Ord. 2021-1192 du 15-9-2021 : JO 16 texte n° 19 ; Rapport au Président de la République : JO 16 texte n° 18.

Nel 2019, il governo francese è stato autorizzato dal Parlamento a modificare, tramite ordinanza, la legge sui titoli al fine di semplificarla e renderla più efficace, garantendo al contempo un equilibrio tra gli interessi dei creditori, che detengano o meno titoli, e quelli dei debitori e dei garanti (Loi Pacte 2019-486 del 22-5-2019 art. 60).

In questa prospettiva, il governo è stato incaricato in particolare di riformare la legge sulle garanzie, assicurando la protezione dei fideiussori persone fisiche (art. citato). La durata di questa autorizzazione, inizialmente prevista fino al 23 maggio 2021, è stata prorogata di quattro mesi a causa della crisi sanitaria dovuta all’epidemia di Covid-19 (Legge 2020-290 del 23-3-2020 art. 14).

L’ordinanza di riforma delle garanzie è stata appena pubblicata. Di seguito i principali cambiamenti che apporta al regime di garanzia personale.

L’ordinanza mira in primo luogo a ristabilire un unico diritto comune sulla fideiussione, inserendolo nel codice civile. Infatti, nel Codice erano riportate alcune disposizioni sparse e ridondanti del Codice del consumo e del Codice monetario e finanziario, ma che non erano in conformità con la legge.

La riforma è caratterizzata da uno sforzo di semplificazione e di migliore leggibilità delle garanzie (in particolare, definizione di fideiussione, sub-garanzia e garante; unificazione dei regimi distinti; codificazione di alcune soluzioni giurisprudenziali; abbandono di formulazioni superate, ecc.) Per tutto questo, non rivoluziona il regime di garanzia.

L’ordinanza modifica anche il regime delle fideiussioni reali, comprese quelle costituite per altri (talvolta chiamate ” cautionnements réels“).

L’entrata in vigore delle nuove disposizioni è fissata al 1° gennaio 2022 (Ord. 2021-1192 art. 37, I-al. 1), ma solo per le fideiussioni stipulate a partire da tale data. Le garanzie prestate prima di tale data resteranno soggette al vecchio diritto, anche “per gli effetti giuridici e per le disposizioni di ordine pubblico”; tuttavia, c’è una deroga a questo principio per le disposizioni relative all’informazione del garante da parte del creditore.

Beneficiare del prestito “contratto di sviluppo degli investimenti” in Francia

Un’impresa può beneficiare di un aiuto finanziario chiamato “contratto di sviluppo degli investimenti“.

QUAL È L’OBIETTIVO DEL CONTRATTO DI SVILUPPO DEGLI INVESTIMENTI?

L’obiettivo del prestito “contratto di sviluppo degli investimenti” è di facilitare il finanziamento di investimenti immateriali legati a un programma d’investimento.

CHI PUÒ BENEFICIARNE?

Le PMI (Piccole e medie imprese) costituite sotto forma societaria  da più di 3 anni. Le PME devono realizzare un programma d’investimento immobiliare o in attrezzature che richieda spese immateriali.

QUAL È L’IMPORTO DEL PRESTITO “CONTRATTO DI SVILUPPO DEGLI INVESTIMENTI”?

L’importo del prestito concesso è compreso tra 40.000 e 600.000 euro. Il prestito è per un periodo di 6 anni con una riduzione del rimborso nel primo anno. Si noti che il prestito è concesso entro il limite dei fondi propri e del quasi-equity dell’azienda.

CHI EMETTE IL PRESTITO?

Il prestito è emesso da Bpifrance.

COFINANZIAMENTO

Il prestito deve essere combinato con un finanziamento bancario di un importo almeno uguale a quello concesso da Bpifrance.

QUALI OPERAZIONI SONO AMMISSIBILI?

  • investimenti immateriali come i costi di reclutamento e formazione, le operazioni di comunicazione e marketing e i costi di adattamento alle norme e al rispetto dell’ambiente;
  • attrezzature con un basso valore di rivendita, come le attrezzature progettate e costruite dall’azienda per le proprie esigenze e il lavoro di sviluppo;
  • l’aumento del fabbisogno di capitale circolante generato dal progetto.

Da ricordare:

Le PMI possono beneficiare di un prestito bancario chiamato “contratto di sviluppo degli investimenti” emesso da Bpifrance. Questo prestito, di importo compreso tra 40.000 e 600.000 euro, mira a facilitare il finanziamento di investimenti immateriali legati a un programma di investimento.

Che cosa è la procedura di allerta societaria in Francia (“la procédure d’alerte”)?

Definizione di procedura di allerta societaria

La procedura di allerta è definita come un meccanismo preventivo che offre informazioni sull’entità delle difficoltà economiche e/o societarie che potrebbero minacciare il futuro dell’azienda.

  • Il suo obiettivo è quello di non aggravare le difficoltà e di correggere la situazione cercando soluzioni da mettere in atto.
  • La procedura di allerta deve essere attuata immediatamente dopo l’osservazione di situazioni che mettono in dubbio la corretta conduzione degli affari dell’azienda.
  • Esempi: violazione dei diritti personali (molestie); pericolo grave e imminente o rischio grave per la salute pubblica o l’ambiente; circostanze che influiscono sulla situazione economica dell’azienda in modo preoccupante; aumenti significativi del personale o uso abusivo di contratti precari.

Chi può richiederla?

  1. Organi interni: soci, comitato sociale ed economico (CSE) o revisori (CAC).
  2. Organi esterni: Presidente del tribunale commerciale o “groupement de prévention agréés”.

Come attivarla?

Attivazione della procedura di allerta da parte dei soci (solo nelle SARL):

  • – Colloqui con le figure dirigenziali due volte all’anno su “qualsiasi fatto suscettibile di compromettere la continuità dell’impresa“.
  • – Termine di un mese per la risposta del presidente + trasmissione di una copia al CAC.

Avvio della procedura di allerta da parte del Comitato economico e sociale (CSE):

  1. – Quando quest’ultimo è a conoscenza di “fatti suscettibili di avere un impatto preoccupante sulla situazione economica della società” = diritto di allarme economico
  2. – Quando il CSE constata un aumento significativo o un uso abusivo del lavoro a tempo determinato o temporaneo nella società = diritto di allarme sociale

Attivazione della procedura di allerta da parte del revisore (solo per SAS, SARL, SNC, SCA, SCS):

– Quando quest’ultimo è a conoscenza di “fatti suscettibili di compromettere la continuità delle operazioni“.

Le fasi della procedura di allerta

Fase 1: Richiesta di spiegazioni al direttore da parte del CSE.

  • – Risposta del direttore alla riunione seguente del CSE.
  • – Assenza di risposta, risposte insufficienti, conferma delle difficoltà: redazione di un rapporto scritto da parte della CSE.
  • – Copia di tale rapporto dovrà inviarsi al dirigente ed eventualmente al CAC.

Fase 2: Trasmissione di un rapporto all’assemblea generale (GM) da parte del CAC.

  • – 15 giorni dopo la risposta del manager per chiedere al manager di convocare un’assemblea generale.
  • – Scopo: informare gli azionisti e i partner delle difficoltà + trovare soluzioni per porvi rimedio.

Fase 3: Informare il Presidente della Corte Commerciale delle conclusioni della CAC in caso di risposte insufficienti all’AGM.

  • – Possibilità per il presidente del tribunale commerciale di convocare il direttore per un colloquio confidenziale.
  • – Possibilità per il presidente del tribunale commerciale di richiedere informazioni aggiuntive dopo il colloquio.

Whistleblower

Persona fisica che rivela o denuncia, in modo disinteressato e in buona fede, un crimine o una violazione grave e manifesta di un impegno internazionale debitamente ratificato o approvato dalla Francia, di un atto unilaterale di un atto unilaterale di un’organizzazione internazionale preso sulla base di tale impegno, della legge o dei regolamenti, o una minaccia o un grave pregiudizio all’interesse generale, di cui è personalmente a conoscenza.

Sono esclusi dal regime di allerta

Fatti, informazioni o documenti, qualunque sia la loro forma o supporto, coperti dal segreto nazionale, dal segreto medico o dal segreto professionale tra un avvocato e il suo cliente.

Riservatezza dei dati

  • – Rigorosa riservatezza dell’identità degli autori della segnalazione, delle persone interessate e delle informazioni raccolte da tutti i destinatari della segnalazione, garantite dalle procedure attuate per raccogliere tali avvisi.
  • – Divieto di divulgazione di informazioni che potrebbero identificare il whistleblower, tranne che all’autorità giudiziaria, con il consenso di tale soggetto a pena di 2 anni di reclusione e 30.000 euro di multa.
  • – Divieto di sanzioni e discriminazioni per il dipendente che ha segnalato un avvertimento.
  • – Whistleblower non può essere escluso da una procedura di assunzione, dall’accesso a uno stage o da un periodo di formazione. Non può essere licenziati o sottoposti a una misura discriminatoria: diversamente il dipendente può adire il tribunale di prima istanza.
  • – 15.000 di multa per chiunque ostacoli la trasmissione di una segnalazione alle persone e agli organismi competenti.
My Agile Privacy
Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. Cliccando su accetta si autorizzano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su rifiuta o la X si rifiutano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su personalizza è possibile selezionare quali cookie di profilazione attivare.