Archivio per mese: Aprile, 2020

Inadempimento contrattuale ai tempi del covid-19

Inadempimento contrattuale “ai tempi del covid-19”, quale responsabilità per il debitore?

Preliminarmente a qualunque considerazione, giova richiamare la disposizione introdotta dal Decreto Cura Italia (D.L. 17 marzo 2020, n. 18) che, all’art. 91, comma 1, prevede: “il rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è sempre valutata ai fini dell’esclusione, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1218 e 1223 c.c., della responsabilità del debitore, anche relativamente all’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti”. 

Il legislatore introduce una “particolare causa di forza maggiore”, che non era prevedibile dal debitore e che lo giustifica, astrattamente, dall’inerzia e dal ritardo nell’adempimento, fungendo da  evento sospensivo – o, se protratto nel tempo e stabilizzatosi, persino estintivo – delle obbligazioni gravanti sul debitore medesimo.

“Astrattamente” non vuol dire che il debitore sarà “liberato” dalle obbligazioni su di esso gravanti per aver semplicemente invocato l’art 91 del succitato decreto. Infatti, all’ articolo in commento sembrerebbe potersi attribuire una funzione meramente chiarificatrice, nel senso che il debitore che volesse invocarne l’applicazione, qualora sia risultato inadempiente rispetto ai termini e le modalità pattuite in contratto, non potrà richiamare  sic et simpliciter il difetto di imputabilità dovuto alla situazione attuale per andare esente da responsabilità, ma dovrà dimostrare di aver fatto tutto quanto in suo possesso, con il grado di diligenza preteso dall’art. 1176 c.c., per evitare gli effetti dannosi che sarebbero potuti derivare al creditore dalla mancata attuazione del contratto. 

Giova ricordare come l’ordinamento italiano è basato sia sul rispetto dei principi di correttezza e di buona fede – durante le trattative così come nel momento dell’esecuzione del contratto (art. 1176 cc) – che sull’osservanza dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale (art. 2 della Costituzione). Ed è proprio alla luce di tali principi, oltre che della normativa di nuovo conio, che bisognerà valutare la sussistenza o, comunque, il grado di responsabilità del debitore che risulti inadempiente.

La situazione emergenziale, potrebbe ad esempio, aver provocato un significativo squilibrio sul sinallagma contrattuale, precludendo ad entrambi i contraenti di conseguire dal contratto i vantaggi che ciascuno aveva auspicato all’epoca della sua conclusione, inficiando la causa stessa del contratto, secondo quanto previsto ab origine al momento della sottoscrizione dello stesso.  Infatti, così come il debitore si potrà trovare nella impossibilità di far fronte agli impegni contrattualmente assunti, anche il creditore si vedrà impossibilitato a rendere la sua prestazione, poiché seppure questa sia possibile astrattamente, è comunque diventata “impossibile” di fatto, in quanto non è più idonea a soddisfare l’originario interesse del debitore.

Appare opportuno soffermarsi, a tal riguardo, sull’evoluzione del concetto di causa, che, originariamente basata su modelli oggettivi ed astratti, è stata, col passare del tempo via via valorizzata in relazione agli interessi economici individuali che l’operazione negoziale è chiamata in concreto a realizzare. Così anche la Cassazione, che si è pronunciata sull’argomento ha statuito che “la causa in concreto – intesa quale scopo pratico del contratto, in quanto sintesi degli interessi che il singolo negozio è concretamente diretto a realizzare, al di là del modello negoziale utilizzato – conferisce rilevanza ai motivi, sempre che questi abbiano assunto un valore determinante nell’economia del negozio, assurgendo a presupposti causali, e siano comuni alle parti o, se riferibili ad una sola di esse, siano comunque conoscibili dall’altra” (Cass. civ. sez. I, 16 maggio 2017, n. 12069).

Ne consegue che la valutazione in merito alla presenza o meno di una qualche responsabilità in capo al debitore, dovrà tenere in conto anche la causa che le parti avevano inteso perseguire concretamente con quel dato contratto, avendo riguardo ai motivi che le hanno spinte alla conclusione con riferimento al valore – determinante o meno – che questi hanno assunto per ciascuna di esse. 

Pertanto, il giudice chiamato a valutare la responsabilità del debitore, sarà tenuto, di volta in volta a stabilire  se quest’ultimo sia stato diligente nel salvaguardare “anche” l’interesse del creditore, sotteso al contratto, oltre che il proprio, bilanciando gli interessi in gioco, utilizzando dei criteri di proporzionalità/adeguatezza rispetto i contrapposti interessi e contemperando, in assenza di precedenti giurisprudenziali (almeno allo stato attuale) i principi espressi dalla nuova normativa, le norme codicistiche e le norme costituzionali vigenti. 

Ne consegue come il debitore potrà andare esente o vedere, comunque, attenuata la sua responsabilità solo all’esito del contemperamento di tutti i principi e gli interessi in gioco, poiché la situazione di emergenza non gli attribuisce in automatico una sorta di canale preferenziale astrattamente idoneo per liberarsi dagli impegni contrattualmente assunti.

 

AVV. LUCA MEMBRETTI

Covid-19: esonero dalla responsabilità per mancato pagamento del canone di locazione commerciale in Francia

Francia ed emergenza Covid-19

Esonero del conduttore, nel periodo di crisi sanitaria, dalla responsabilità per il mancato pagamento del canone di locazione commerciale.

Il nuovo quadro regolamentare transalpino.

Un’ordinanza francese, entrata in vigore il 2 aprile 2020, inquadra il regime derogatorio alle sanzioni previste per le società che risultino inadempienti del loro obbligo di pagare il canone di locazione degli immobili commerciali occupati nel periodo di vigenza dello stato di emergenza sanitaria legato all’epidemia da Covid-19. Tuttavia, il predetto regime derogatorio non riguarda tutte le società e risulta inoltre essere limitato da determinati criteri temporali.

Quali sono le Società interessate dalle misure in questione?

Stante le recenti previsioni normative francesi, potranno richiedere l’applicazione del nuovo regime di agevolazione le persone fisiche o giuridiche private che esercitino una attività economica suscettibile di beneficiare del fondo di solidarietà ad hoc istituito per far fronte alle conseguenze finanziarie dell’epidemia di Covid-19 in Francia (Ordonnance 2020-316 del 25 marzo 2020, art.1).

Il fondo in questione riguarda, essenzialmente, i commercianti, gli artigiani, i liberi professionisti ed altri attori economici, qualunque sia il loro status giuridico (società, imprenditore individuale, associazione…) ed il loro regime fiscale di appartenenza (ivi compresi i mini-imprenditori). Essi dovranno, al fine di beneficiare delle misure previste, provare di possedere:

  • -il loro domicilio fiscale in Francia;
  • – un organico inferiore o uguale ai 10 dipendenti;
  • – un fatturato, nell’ultimo esercizio chiuso, inferiore ad Euro 1.000.000,00;
  • – un margine imponibile inferiore alla somma di Euro 60.000,00.

L’attività di dette società deve essere iniziata prima del 1° febbraio 2020. Inoltre, la società in questione non deve essere incorsa in una dichiarazione di cessazione dei pagamenti prima del 1 marzo 2020. È previsto altresì che queste società debbano essere state interessate dall’interdizione di apertura al pubblico, o devono aver subito una perdita di fatturato pari almeno al 70% nel mese di marzo 2020 (rispetto a marzo 2019). Questa percentuale dovrebbe essere rivista al ribasso, con un nuovo intervento legislativo o regolamentare suscettibile di includere tutti coloro i quali abbiano registrato un calo di fatturato pari almeno al 50% per il periodo in questione.

  1. Per queste società, l’art. 4 dell’ordinanza 2020-316 neutralizza le conseguenze giuridiche legate all’inadempimento dei loro obblighi di pagamento dei canoni di locazione e dei debiti dovuti in virtù del godimento di immobili commerciali già presi in locazione; ma solo se la data di scadenza del pagamento interviene entro il 12 marzo 2020, e ad ogni modo, prima dell’espirazione del termine di due mesi della data di cessazione dello stato di emergenza sanitario (ossia, allo stato attuale, prima del 24 luglio 2020).
  2. Per questi inadempimenti, le società protette non possono incorrere nel pagamento di penalità finanziarie o di interessi moratori, e nemmeno nell’obbligo di risarcimento dei danni; esse non possono inoltre essere sottomesse al pagamento di astreintes o essere interessate dalla risoluzione contrattuale o dall’applicazione di clausole penali, nonostante qualsivoglia previsione contrattuale in tal senso. Queste disposizioni valgono anche se la società in questione è stata interessata da una procedura concorsuale, visto che l’ordinanza richiamata scarta espressamente l’applicabilità delle disposizioni di cui agli artt. L. 622-14 e L 641-12 del Code du Commerce relative al recesso o alla risoluzione dei contratti di locazione tra professionali nell’ambito di detta procedura. Viene ad esempio neutralizzata la facoltà per il proprietario di chiedere, o di far constatare, il recesso dal contratto per via del mancato pagamento dei canoni di locazione e delle spese relative ad un occupazione posteriore all’apertura della procedura.
  3. Inoltre, il proprietario non potrà escutere le garanzie o le cauzioni che ‘’coprono’’ il pagamento dei predetti canoni o delle ricordate spese.Occorre tuttavia insistere sul fatto che il mancato pagamento di un canone avente una scadenza anteriore al 12 marzo, o posteriore al 24 luglio 2020, resta, allo stato, comunque sottomesso all’applicazione delle disposizioni previste dal diritto comune francese, oltreché delle clausole di ogni singolo contratto.

Come effettuare una domanda di accesso ai benefici

La società interessata deve produrre una dichiarazione sull’onore attestante il rispetto delle condizioni analizzate, oltreché l’esattezza delle informazioni dichiarate. Deve inoltre presentare la ricevuta di ritorno del deposito della sua domanda di ammissione al fondo di solidarietà o, nel caso in cui abbia depositato una dichiarazione di cessazione dei pagamenti, una copia del deposito effettuato o del giudizio di apertura di una procedura concorsuale nei suoi confronti. 

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