Archivio per mese: Marzo, 2016

Vendere in Francia: Agente o VRP?

Grazie alla dimensione e rilevanza del mercato francese e alla complementarietà tra i nostri sistemi industriali, la Francia si presenta come un terreno fertile per gli imprenditori italiani desiderosi di espandere la propria attività oltralpe.
Per insediarsi nel mercato può rivelarsi necessario assumere dei professionisti della vendita e, in tal senso, la legge francese offre all’azienda due figure di intermediario del commercio: l’agente e il VRP.
All’incirca 20.000 agenti commerciali persone fisiche sono iscritte all’albo degli agenti in Francia e oltre 160.000 persone fisiche sono assunte come VRP.

1. L’agente commerciale di vendita

La figura dell’agente commerciale di vendita è disciplinata dal codice del commercio che lo definisce come “un mandatario che, in qualità di professionista indipendente, e senza essere vincolato da un contratto di prestazione d’opera, è incaricato in modo permanente di negoziare, e eventualmente di concludere, contratti di vendita, di acquisto, di locazione o di prestazioni di servizi in nome e per conto di produttori, di industriali, di commercianti o di altri agenti commerciali” (art. L. 134-1 Codice di commercio).
Può ricoprire questa qualifica sia una persona giuridica che una persona fisica.
L’agente svolge la propria attività in maniera stabile (obbligandosi a promuovere in modo continuativo le vendite nel territorio di sua competenza) ed in forma autonoma, avendo cioè la libertà di organizzarsi come meglio crede ed assumendo oneri e rischi della propria organizzazione commerciale.
Si tratta di un professionista indipendente e senza alcun vincolo di subordinazione il cui potere di negoziazione costituisce il punto cardine per poter stabilire se un intermediario possa beneficiare o meno dello statuto di agente commerciale.
L’agente percepisce dall’impresa mandante una provvigione che varia in base al fatturato che egli produce, eventualmente abbinata ad un fisso.
L’indennità di fine rapporto prevista dal diritto francese è ben più elevata rispetto a quella prevista dal nostro ordinamento. Secondo, infatti, l’art. 1751 del nostro codice civile il tetto massimo non può superare un’annualità di provvigioni, da calcolarsi sulla base della media annuale delle retribuzioni riscosse dall’agente negli ultimi cinque anni.
L’ordinamento francese non prevede invece alcun limite al riconoscimento di detta indennità, con la conseguenza che, negli anni, i Tribunali si sono orientati a riconoscere agli agenti un’indennità pari a due anni di provvigioni, calcolate sulla media degli ultimi tre anni, o addirittura, in caso di rapporti di lunga durata, pari a anche tre anni.

2. Il VRP

Il VRP, acronimo per Voyageur Représentant Placier, traducibile come Viaggiatore Rappresentante Piazzista, è un intermediario di commercio assunto da un’impresa come dipendente, al fine di svolgere attività promozionale o di raccolta e trasmissione di ordini di acquisto per conto della stessa.
Dunque, a differenza dell’agente, il VRP è un dipendente dell’azienda a cui si applica il diritto del lavoro e le norme sulla previdenza sociale.
Tuttavia un imprenditore italiano può assumere un VRP, in Francia, senza dovervi istituire una succursale o una società controllata e senza dover designare un rappresentante sul territorio francese che assuma la responsabilità del pagamento dei contributi sociali e previdenziali relativi al rapporto di lavoro con il VRP, in quanto è possibile iscriversi direttamente presso gli istituti sociali previdenziali francesi e provvedere dall’Italia al pagamento dei relativi contributi.
Per quanto riguarda la retribuzione, le parti possono prevedere alternativamente:
• un importo fisso indipendente dai risultati ottenuti ma che rispetti il salario minimo previsto dall’accordo interprofessionale dei VRP o lo SMIC;
• una provvigione;
• una retribuzione fissa abbinata ad una provvigione.
In caso di scioglimento del rapporto il VRP ha diritto a tre tipi di indennità non cumulabili tra loro:
• Indennità di clientela dovuta solo se il VRP ha aumentato il fatturato dell’azienda e
il numero di clienti;
• Indennità convenzionale di scioglimento il cui importo viene calcolato sulla base di coefficienti prestabiliti dall’accordo interprofessionale;
• Indennità minima che viene calcolata sulla retribuzione globale del VRP in funzione di criteri stabiliti dall’accordo interprofessionale.

3. Quale figura scegliere?

Ai fini della scelta della figura di incaricato più congeniale ai propri interessi, l’imprenditore che desidera vendere in Francia dovrà tener conto di vari fattori, fra cui l’onerosità dell’indennità di fine rapporto, la possibilità o meno di prevedere un periodo di prova (possibile solo per il VRP) o il grado di autonomia professionale desiderato.
Bisogna anche tener conto del fatto che, se il VRP rappresenta una scelta più vantaggiosa in termini economici, godendo questi dello statuto di dipendente, bisognerà interrompere la collaborazione rispettando la procedura francese di licenziamento.
Inoltre, non è possibile inserire una clausola dello star del credere in un contratto con un VRP, mentre la legge francese nulla prevede per l’agente commerciale.

Stante la complessità e la tecnicità della materia, è consigliabile indirizzarsi ad un professionista esperto per avere tutti i chiarimenti e le istruzioni complementari, oltre che per una redazione giuridica ottimale del contratto con gli intermediari di vendita.

Impresa italiana: costi minori e tempistiche più brevi

Il decreto legge n. 132/2014, convertito nella legge n. 162 del 10 novembre 2014 mira ad invogliare le imprese a ricorrere a procedure alternative rispetto a quelle giudiziarie per il recupero dei loro crediti, abbattendo i costi e riducendo i tempi di esecuzione.

Le novità possono essere riassunte nei seguenti punti:

  • La negoziazione assistita degli avvocati permette alle parti di raggiungere un accordo bonario della controversia grazie al supporto dei propri legali, investiti a tal fine del ruolo di mediatori. Tale strumento è obbligatorio per i crediti fino ad Euro 50.000,00, per il risarcimento dei danni da circolazione dei veicoli e dei natanti.
  • Il decreto prevede il trasferimento in sede arbitrale di procedimenti civili pendenti, ivi compresi quelli relativi ad un contratto di lavoro (secondo particolari condizioni). Il ricorso a tale strumento appare vantaggioso soprattutto dal punto di vista delle tempistiche: 240 giorni quale termine massimo in primo grado, 120 giorni in appello.
  • Quale misura contro il ritardo dei pagamenti, il decreto prevede un aumento dall’1 all’8,15% del tasso di interesse moratorio in pendenza di un contenzioso civile o di un procedimento arbitrale.
  • Infine, il decreto rafforza l’efficacia delle procedure d’esecuzione, autorizzando gli ufficiali giudiziari a ricercare anche telematicamente i beni del debitore, interrogando se del caso le banche dati dell’anagrafe tributaria.

Successioni transfrontaliere: quale legge applicare?

Sempre più cittadini si muovono sul territorio europeo ed è in continua crescita il fenomeno dei matrimoni da soggetti di nazionalità diverse.

Data la prossimità geografica e culturale, non solo si troveranno cittadini francesi residenti in Italia e viceversa, ma pure il numero di matrimoni italo–francesi o franco–italiani è ormai estremamente rilevante.

Quale sarà, quindi, il destino dei beni di questi cittadini “fuori porta” al momento dell’apertura della successione?

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